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Pubblicato il 20 ottobre 2026 alle ore 15:04

Prima dei Romani: I culti sacri e le origini misteriose delle Terme Euganee

Se oggi passeggiamo lungo le vie di Montegrotto e Abano Terme, circondati da hotel moderni, piscine all’avanguardia e centri benessere certificati, è difficile immaginare che proprio sotto i nostri piedi, tremila anni fa, si estendeva un paesaggio primordiale, selvaggio e intriso di una spiritualità profonda.

Molto prima che i Romani monumentalizzassero le sorgenti con grandi vasche di marmo, acquedotti e teatri, la nostra terra era già il cuore pulsante del benessere nel Nord Italia, vissuta e venerata dai Veneti Antichi (o Paleoveneti).


Un paesaggio primordiale di fumi e foreste

Nel I millennio a.C. (durante l'Età del Ferro), la conca euganea non aveva strade né edifici. Era un fitto alternarsi di boschi di querce e radure dove la terra "respirava" letteralmente. Dal sottosuolo affioravano continuamente potenti polle d’acqua bollente e fredda, perennemente avvolte da calde nebbie sulfuree.

Per gli antichi abitanti questo fenomeno misterioso non era semplice geologia: era una diretta manifestazione del divino. Anche se il celebre nome del dio Aponus nascerà solo più tardi con l'arrivo dei Romani (che ereditarono questa sacralità dandole un nome formale e costruendo il Fons Aponi), già secoli prima i Paleoveneti consideravano queste acque terapeutiche entità vive e sacre a cui affidare la propria salute.


Il Santuario del Lago Votivo di Montegrotto

Il fulcro di questa attività spirituale e medica si trovava proprio a Montegrotto Terme, nella conca naturale racchiusa tra il Monte Castello e il Colle di San Pietro Montagnon (dove oggi sorge il Duomo). In questa zona si estendeva un grande Lago Sacro naturale di circa due chilometri quadrati, dal cui centro gorgolettavano sorgenti a oltre 80 °C.

Per i Paleoveneti questo bacino fumante era un vero e proprio Santuario a cielo aperto. Le sponde fangose erano considerate un suolo benedetto. I pellegrini giungevano da tutto il Triveneto per immergersi e raccogliere le melme calde e ricche di minerali (gli antenati protostorici dei nostri fanghi), vivendo ogni guarigione come un miracolo divino.

Con i secoli e le successive opere di bonifica il lago è completamente scomparso, ma i suoi segreti sono rimasti custoditi nel fango fino alla fine dell’Ottocento, quando gli scavi archeologici hanno restituito migliaia di reperti che i fedeli lanciavano nelle acque bollenti come offerta rituale.


La Dea Reitia: l’Antica Madre della Guarigione

Chi governava queste acque miracolose prima dei Romani? La grande custode delle Terme Euganee protostoriche era Reitia, la Grande Dea Madre dei Veneti.

Reitia era la signora assoluta della natura incontaminata, della fertilità e del destino, ma soprattutto era venerata come Dea Sanante. I Paleoveneti credevano che le acque termali e i fanghi caldi fossero un’estensione diretta del potere di Reitia, capace di togliere il dolore ai mortali e purificare lo spirito.

Per ringraziarla della salute ritrovata o per chiederle una grazia, i pellegrini affidavano al lago sacro dei piccoli capolavori d'artigianato in bronzo e terracotta:

  • I Bronzetti dei Cavallini: Il cavallo (Ippos) era l'animale più sacro per i Paleoveneti, simbolo di nobiltà, forza e prestigio. Nelle acque di Montegrotto sono stati rinvenuti splendidi bronzetti raffiguranti cavalli e cavalieri, offerti per invocare la protezione della Dea sugli allevamenti e sulla salute degli animali.

  • Ex-voto Anatomici: Statuette e lamine raffiguranti parti del corpo malate e risanate grazie all'acqua e ai fanghi caldi, come gambe, braccia o piedi.

  • Le Lamine Scritte e l'Alfabeto Sacro: Reitia era anche la protettrice della scrittura. I fedeli incidevano con uno stilo le proprie preghiere e alfabeti rituali su sottili lamine di bronzo, gettandole poi nel lago. La scrittura stessa era considerata un atto magico di devozione.

  • Coppe e Bicchieri Rituali: Tazzine e coppe in ceramica venivano usate per attingere e bere l'acqua salse direttamente alla fonte, per poi essere spezzate e gettate nel fango come sigillo del patto con la divinità.


Il Laghetto della Costa: il tesoro UNESCO nato dall'acqua calda

Il termalismo euganeo affonda le sue radici ancora più indietro nel tempo, spingendosi fino alla preistoria profonda. A soli 20 minuti d'auto da Montegrotto Terme, ai piedi del borgo medievale di Arquà Petrarca, si trova il Laghetto della Costa.

Questo piccolo specchio d'acqua è un sito di importanza mondiale: dal 2011 è riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità. Proprio qui, intorno al 2200 a.C. (nell'Età del Bronzo), una comunità preistorica scelse di fondare un villaggio di capanne e palafitte. La ragione? Anche questo lago è alimentato da sorgenti termali sotterranee che lo facevano fumare durante l'inverno, sprigionando calore e creando un microclima mite.

Il fango torboso del lago ha protetto per millenni manufatti in osso, ceramiche, armi in selce e persino semi di piante coltivate, dimostrando che il legame viscerale tra l'uomo, il fango terapeutico e le calde acque dei Colli Euganei è iniziato ben quattromila anni fa.

💡 Una incredibile curiosità storica: Sapevi che questo laghetto è rimasto miracolosamente immune ai più grandi cataclismi climatici della storia veneta? Quando nel 589 d.C. la leggendaria e devastante alluvione della "Rotta della Cucca" fece straripare il fiume Adige sommergendo di fango l'intera pianura e stravolgendone l'idrografia, il Laghetto della Costa rimase intatto. Protetto dalla barriera naturale dei Colli Euganei e alimentato unicamente da sorgenti termiche sotterranee, mantenne le sue acque protette. È stata proprio questa eccezionale stabilità geologica a permettere al fango di conservare perfettamente i resti delle palafitte fino ai giorni nostri!


🗺️ Dove toccare con mano questa storia durante il soggiorno

Per gli ospiti che desiderano immergersi di persona nella storia paleoveneta durante la loro vacanza a Casa Luna, questi straordinari reperti sono oggi visibili a brevissima distanza:

  1. Museo Nazionale Atestino ad Este (a 20 km): Ostra la più straordinaria collezione al mondo di arte paleoveneta, inclusi i bronzetti, le situle figurate e le tavolette dedicate alla Dea Reitia.

  2. Musei Civici degli Eremitani a Padova (10 min di treno da Montegrotto): Conservano nella sezione archeologica gran parte dei bronzetti votivi di cavalli e devoti riemersi dai fanghi di Montegrotto Terme.

  3. Parco Archeologico e Laghetto della Costa ad Arquà Petrarca: Per una passeggiata naturalistica ed archeologica nel cuore del sito UNESCO.


Un'eredità che si rinnova a Casa Luna

Soggiornare oggi a Montegrotto Terme, magari concedendosi una pausa di relax e autonomia a Casa Luna, significa riconnettersi a questo antichissimo filo rosso.

L'acqua termale e il fango che oggi curano il corpo e rilassano la mente non sono un'invenzione moderna, ma un rituale di benessere e rigenerazione che si ripete, identico nello spirito, da oltre tremila anni nello stesso identico luogo.


Reperti in bronzo rinvenuti nei fanghi di Montegrotto, oggi custoditi nei musei del territorio.

Il suggestivo specchio d'acqua termale del Laghetto della Costa ad Arquà Petrarca, sede di un antico villaggio su palafitti dell'Età del Bronzo oggi riconosciuto dall'UNESCO.

Antiche tavolette e lamine in bronzo incise con alfabeti rituali e dediche sacre, offerte alla divinità delle acque termali come atto di devozione.

Rappresentazione della Dea Reitia, la Grande Madre guaritrice venerata dai Paleoveneti come protettrice della salute, della natura e delle sorgenti calde euganee.


❓ Domande Frequenti (FAQ)

Chi abitava i Colli Euganei prima dell'arrivo dei Romani?

I Colli Euganei erano abitati dai Paleoveneti (o Veneti Antichi), una popolazione dell'Età del Ferro rinomata per la raffinatezza culturale, l'allevamento dei cavalli, la lavorazione del bronzo e la profonda devozione per le acque termali.

Qual era il significato dell'acqua termale per i Paleoveneti?

L'acqua termale non era considerata una semplice risorsa fisica, ma un elemento sacro e divino, manifestazione diretta della Dea Reitia, protettrice della salute, della fertilità e della guarigione.

Quali reperti dimostrano la presenza del Santuario del Lago Votivo a Montegrotto?

Dagli scavi nell'antico lago di Montegrotto sono riemersi centinaia di bronzetti votivi raffiguranti cavalli e devoti, ex-voto anatomici, coppe per attingere l'acqua e lamine in bronzo incise con alfabeti e dediche a Reitia.

Cos'è il Laghetto della Costa di Arquà Petrarca e perché è un sito UNESCO?

È un piccolo lago termale ai piedi dei Colli Euganei dove nel 2200 a.C. sorgeva un villaggio palafitticolo dell'Età del Bronzo. Il fango torboso ha conservato intatti reperti preistorici per oltre quattromila anni.


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